venerdì 29 gennaio 2010

Il Caffè di Mezzanotte

Non c’è traccia della neve finora. Il telegiornale mi annuncia candidamente che stai dormendo, con la guancia sinistra appoggiata al cuscino. Mi viene da sorridere, e non m’importa più di nulla, perché niente può resistere al ricordo più bello, quello che mi zittisce, almeno per un po’.
Si lo ammetto: finora ho vissuto contemplando il sole, ma nessuno sembra credermi quando dico che non è poi così accecante. Basta che qualcuno ci offra il suo primo sogno della sera, e da quello prendere tutta la vita che c’è. Quella luce bellissima da guardarci dentro.
E invece è mezzanotte, e non c’è traccia di mani pronte a porgermi uno stupido sogno, così come non c’è traccia della neve. C’è però il solito vento – quello non si stanca mai – per le discese di Cortale, così silenziose..prima che tu arrivassi, rimbombavano di niente, scoppiavano di quella orribile ed ipocrita malattia che è la tranquillità. E di quella al telegiornale non dicono mai nulla.

domenica 3 gennaio 2010

Onde Verdi - La Prima Sera

Nelle mie visioni notturne - influenzate senza dubbio da ascolti poco ortodossi – oltre ai soliti loschi personaggi, stavolta c’era Londra. La City e i grattacieli. Nessun altro posto regge il confronto. Ma nessuno, anche lì, riusciva a dirmi la verità.

Dimmela tu la verità, tu che sai come farlo. Perché qui tutti mentono appena chiudo gli occhi. Anche quando mi pongo questioni elementari – chi ha messo in fila i mattoni? chi ti ha dato un sorriso simile? – mi sembra tutto un enorme mistero figlio di questo buio sinuoso.

E il delay delle chitarre proietta spettri verdi là dove fino a poco fa c’era più o meno niente. Beh, è arrivato il momento di restituirmi all’infinito esattamente come mi hai trovato anni fa. Nessuno ti fermerà. Però prima dimmi la verità, come hai sempre fatto, solo tu, mentre gli altri mi cantavano la ninnananna.

Dimmi perché il mare mi sembra una schiuma blu, dimmi chi ti ha dato questo sorriso. Dimmi la verità ora che non ci sente nessuno, qui nessuno ci riconosce – capirai, a Londra!

Prova a convincermi adesso che il blackout è finito e siamo noi a decidere se accendere le luci. Quelle luminose, come dice Paul Banks.