Non c’è traccia della neve finora. Il telegiornale mi annuncia candidamente che stai dormendo, con la guancia sinistra appoggiata al cuscino. Mi viene da sorridere, e non m’importa più di nulla, perché niente può resistere al ricordo più bello, quello che mi zittisce, almeno per un po’.
Si lo ammetto: finora ho vissuto contemplando il sole, ma nessuno sembra credermi quando dico che non è poi così accecante. Basta che qualcuno ci offra il suo primo sogno della sera, e da quello prendere tutta la vita che c’è. Quella luce bellissima da guardarci dentro.
E invece è mezzanotte, e non c’è traccia di mani pronte a porgermi uno stupido sogno, così come non c’è traccia della neve. C’è però il solito vento – quello non si stanca mai – per le discese di Cortale, così silenziose..prima che tu arrivassi, rimbombavano di niente, scoppiavano di quella orribile ed ipocrita malattia che è la tranquillità. E di quella al telegiornale non dicono mai nulla.
Si lo ammetto: finora ho vissuto contemplando il sole, ma nessuno sembra credermi quando dico che non è poi così accecante. Basta che qualcuno ci offra il suo primo sogno della sera, e da quello prendere tutta la vita che c’è. Quella luce bellissima da guardarci dentro.
E invece è mezzanotte, e non c’è traccia di mani pronte a porgermi uno stupido sogno, così come non c’è traccia della neve. C’è però il solito vento – quello non si stanca mai – per le discese di Cortale, così silenziose..prima che tu arrivassi, rimbombavano di niente, scoppiavano di quella orribile ed ipocrita malattia che è la tranquillità. E di quella al telegiornale non dicono mai nulla.
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